Display advertising: tipica forma di pubblicità espositiva in rete. Il display advertising si avvale di spazi appositamente messi a disposizione da editori e proprietari di siti web per il collocamento e l’esposizione di formati e creatività in modalità fissa o mobile.

Il banner, formato di riferimento del display advertising, viene erogato da un ad server in determinate pagine web per catturare l’attenzione dei navigatori che si trovano a visitare i contenuti di quelle pagine e spingerli ad un’interazione con l’annuncio stesso. Il banner, che può includere diverse modalità di animazione: immagini GIF o JPEG, animazioni flash, video, ecc., può essere declinato nei formati standard IAB (box, halfpage, leaderbord, strip, skyscraper, ecc.) o rich media: expanding banner, in-stream video ads, overlay ads, interstitial ads, ecc.

Le modalità di acquisto del display advertising

In linea di massima, il display advertising segue delle logiche di pianificazione simili a quelle adottate per le campagne pubblicitarie sui mezzi tradizionali, quali tv, radio ecc. (v. media per approfondimenti). Per determinare il valore di uno spazio pubblicitario, infatti, si prendono in considerazione parametri quali l’audience potenzialmente raggiungibile dal veicolo, il suo posizionamento all’interno del sito web, il tempo di permanenza dell’annuncio on-line, le dimensioni, il formato, ecc. Come per i media tradizionali, l’acquisto di display advertising viene effettuato, in genere, mediante una negoziazione tra il centro media e la concessionaria pubblicitaria; anche se è in forte crescita la quota di display advertising acquistata su base programmatica (v. Programmatic Buying) attraverso piattaforme automatizzate (v. ad exchange).

I kpi del display advertising

Come è noto, internet è l’unico mezzo di comunicazione in cui l’inserzionista paga la campagna pubblicitaria in base ai risultati realmente ottenuti. Questi ultimi possono essere misurati attraverso specifici indici (ad esempio, il CTR, o il tasso di apertura dem o newsletter) e volumi (visite, click, unique visitor, volumi di ricerche, vendite, iscrizioni, sottoscrizioni, ecc.).

Le modalità di acquisto delle campagne di display advertising può dunque variare in funzione degli specifici obiettivi dell’azione pubblicitaria. Sussiste però una distinzione fondamentale: il display advertising può essere diretto a generare attenzione o azione. Nel primo caso si ricorre alle campagne di awareness per ottenere visibilità, mentre nel secondo caso si utilizzano campagne di direct marketing o direct response per spingere l’utente a compiere determinate azioni. I KPI del display advertising sono dunque differenti: per le campagne di awareness, si considerano i CPM (costo per migliaia di impression), i contatti o i GRP in target, il costo per contatto o il CPG (cost per GRP); nel direct response, invece, si ricorre prevalentemente al CPC (cost per click), al CPL (cost per lead) o al CPA (cost per action).

 

Display advertising significato

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi